Le idee per i nostri disegni non nascono tutte allo stesso modo.
A volte arrivano mentre camminiamo, durante una passeggiata senza un obiettivo preciso.

Altre volte da un dettaglio visto per caso, da un viaggio, o da un colore che resta in testa.
Spesso arrivano anche dai musei, dall’arte, da composizioni e segni che osserviamo, assimiliamo e poi lasciamo decantare.


Non copiamo mai, ma guardiamo molto.
E quando iniziamo a disegnare, quelle suggestioni tornano fuori trasformate, semplificate, adattate.
Perché una cosa che funziona come ispirazione non è detto che funzioni su una camicia.

Quando si guarda una camicia finita, è facile pensare che il disegno sia arrivato subito così.
In realtà, dietro ogni stampa, ci sono moltissime prove.

Proviamo colori diversi, cambiamo la scala del disegno, modifichiamo dettagli che sembrano minimi ma che sulla camicia fanno tutta la differenza.
Un motivo può funzionare benissimo su carta e poi non reggere sul tessuto.
Oppure essere bello da vicino, ma troppo forte una volta indossato.

Trovare il disegno giusto per una camiciacoraggiosa significa fare tentativi, sbagliare, riguardare tutto con calma.
Una stampa deve funzionare insieme al modello della camicia, al tessuto, al modo in cui cade sul corpo.
Non deve “coprire” chi la indossa, ma accompagnarla.
Ci sono disegni che ci piacciono molto, ma che capiamo non essere adatti.
Magari sono troppo rigidi, o troppo decorativi, o semplicemente non raccontano quello che vogliamo dire in quel momento.
E allora si mettono da parte.
Quando una stampa funziona davvero, lo capiamo subito.
La camicia sembra naturale, non “pensata”.
Non sembra una scelta difficile, ma una cosa che viene spontanea indossare.

Ed è così che nasce il disegno giusto per una camiciacoraggiosa:
non da un’idea perfetta,
ma da tante prove fatte con attenzione.