Ci sono momenti in cui smettiamo di vestirci per come siamo… e iniziamo a vestirci per come “dovremmo” essere.
Per praticità. Per lavoro. Per non dare nell’occhio. Perché “alla fine non importa”.
E invece importa eccome. Perché i vestiti, nel bene e nel male, parlano anche quando noi stiamo zitte.
Questo articolo inaugura una serie che ci sta molto a cuore: Storie coraggiose.
Racconti veri di donne che, a un certo punto, hanno ricominciato a scegliere per sé. Anche solo con una camicia. Anche solo con un colore.
Quando succede (quasi sempre) di perdersi un po’
Spesso non è un evento unico, è una somma di piccoli spostamenti, inizi a “semplificare” perché hai poco tempo, scegli capi che non chiedono energia, ti abitui a non vederti più davvero, i colori diventano “troppo”, le fantasie “non adatte”, la voglia di giocare “una sciocchezza”
Poi un giorno ti capita qualcosa: una foto, uno specchio, un complimento inatteso, un armadio pieno di “niente”.
E ti torna in mente una domanda semplice: “C cosa mi piace davvero?”
La storia di Roberta: la fiammella che si riaccende
Roberta è una nostra cliente da tempo e conosciamo la sua storia.
Da giovane amava i colori.
Li indossava con naturalezza, come se fossero parte del suo modo di stare al mondo: le davano gioia e, senza che se ne accorgesse, la portavano anche agli altri.
Con gli anni però qualcosa è cambiato. Il lavoro, le responsabilità, il ritmo quotidiano… e quella leggerezza è diventata più rara.
Piano piano, Roberta ha smesso di indossare i suoi colori preferiti. Non perché non le piacessero più, ma perché sembravano “non più da lei”. O forse, più semplicemente, perché non si sentiva più autorizzata.
Poi un giorno si imbatte nelle nostre camicie.
E ci scrive una frase che non dimentichiamo:
“Queste camicie hanno un forte potere: mi hanno ridato il coraggio di vestirmi come ho sempre desiderato. Mi fanno stare bene.”
Come succede quando qualcosa ti somiglia davvero, si è riaccesa una fiammella che era solo un po’ fievole, non spenta.
Oggi Roberta ha ordinato altre due camicie coraggiose.
E per noi questo è il punto: non è “comprare un capo”. È tornare a scegliersi.
Roberta, grazie. Siamo felici di accompagnarti in questo ritorno.
“Vestirmi per me” non è una cosa superficiale“
Non è vanità, è identità. È energia. È una forma gentile di coraggio.
Vestirsi per sé significa smettere di usare l’armadio come nascondiglio ma scegliere ciò che ti fa stare bene, non ciò che “funziona per tutti”
A volte basta una cosa sola: un colore.
Vuoi raccontarci la tua storia?
Se ti va di partecipare a Storie coraggiose, ci farebbe davvero piacere.
Puoi rispondere a queste domande (anche solo a una):
-
Quando hai smesso di vestirti “per te” e perché?
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Qual è stato il momento in cui hai ricominciato?
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C’è un colore che ti sei “ripresa”?
-
Come vuoi sentirti quando ti vesti la mattina?
Scrivici via mail o in DM: se vorrai, la trasformeremo in una storia (anche in forma anonima, se preferisci).
Piccola promessa
Continueremo a raccogliere e condividere queste storie perché fanno bene.
Perché ci ricordano che la libertà non è sempre un gesto enorme: spesso è una scelta quotidiana, davanti all’armadio.
E se oggi ti serve un segno, magari è questo:
puoi ricominciare a vestirti per te. Anche da una camicia.